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RASSEGNA STAMPA

13 Aprile 2020

/ Il Corriere Vinicolo
/ Alessandro Maurilli

LA VITICOLTURA (RI)SCOPRE LA BIODINAMICA

Non più una filosofia produttiva, ma una tecnica scientifica in grado di dare risultati migliori in termini di qualità, sostenibilità (anche, soprattutto, economica) e, perché no, un ottimo approccio per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici in atto. La biodinamica del vino sembra cambiare pagina e se nel mondo, soprattutto in Spagna, Francia, Germania e Australia, i grandi gruppi l’hanno fatta quasi diventare una regola, anche in Italia il fenomeno sta prendendo campo fino ad arrivare ad avere in Italia alcune tra le aziende con la superficie vitata più grande d’Europa. Insomma, Insomma, se fino a qualche anno fa quello biodinamico era un vino “di nicchia”, magari non sempre sinonimo di qualità estrema, oggi la visione è cambiata. Anche grazie a professionisti del settore come Adriano Zago, agronomo ed enologo, che ha scelto di sfidare le dimensioni applicando alla viticoltura le tecniche della filosofia steineriana.

1 Febbraio 2020

/ Civiltà del bere
/ Redazione

Biodinamica per il vino: c’è un corso di alta formazione

Torna nel 2019 Biodinamica per il vino, la settimana intensiva di alta formazione in aula e in campo che si terrà in Toscana, al Castello del Trebbio (in foto), dal 4 al 10 marzo. Le iscrizioni sono aperte. Il corso è organizzato da Cambium, associazione che si occupa di formazione, ricerca e aggiornamento in Biodinamica applicata alla vigna e al vino. La proposta è rivolta a professionisti, aziende vitivinicole, tecnici, studenti universitari e ricercatori. Cambium offre una formazione professionalizzante di alto livello e si avvale della collaborazione di prestigiosi docenti, professionisti ed esperti in materia utilizzando un approccio plurale, basato sul confronto e la sintesi di diverse visioni, con l’obiettivo di trasferire competenze concrete. Un coordinatore della didattica d’eccezione Un tassello fondamentale per una produzione biodinamica seria e per arginare tutto quel sottobosco di viticultura ed enologia improvvisate, che si autodefiniscono biodinamiche solo per ammantarsi di una dignità che altrimenti non avrebbero né otterrebbero che dopo vent’anni di vendemmie. A coordinare la didattica Adriano Zago, agronomo ed enologo in Biodinamica laureato in Agraria presso l’Università di Padova e specializzato in Viticoltura e enologia presso l’Università di Montpellier, che ha iniziato a lavorare come responsabile dei vigneti di aziende importanti come La Massa e il Castello di Rampolla. Decanter lo ha definito come “uno dei più talentuosi consulenti oggi in Italia”.

5 Novembre 2019

/ Gambero Rosso
/ Antonella De Santis

Adriano Zago e la biodinamica per il vino (che non deve essere ideologia)

Consulente, formatore, seguace dell’agricoltura biodinamica, Adriano Zago è un nome noto nel mondo della biodinamica. A lui si deve – tanto per citarne una – la conversione secondo gli insegnamenti di Rudolf Steiner di Avignonesi. Non certo una piccola azienda “la più grande in Italia a fare agricoltura biodinamica” dice con orgoglio Zago, consulente di una ventina di realtà sparse tra Italia, Europa, America. Parallelamente continua la sua attività didattica con il centro di formazione Cambium. Che da quest’anno si è arricchito di un master che, tra poco, chiuderà le iscrizioni per la seconda edizione, quella del 2020.
Come mai questo master? “Per condividere le mie esperienze e coinvolgere professionalità secondo me strategiche nell’agricoltura biodinamica, e in generale nell’agricoltura alternativa rispetto a quella convenzionale”.

29 Ottobre 2019

/ TerraNuova.it
/ Redazione

Torna il Master Biodinamica per il vino di Cambium

Forte del successo della prima edizione del 2019, torna dal 2 al 7 marzo 2020 il Master Biodinamica per il Vino di Cambium, una settimana intensiva di agricoltura biodinamica con moduli di viticoltura, enologia, scienza del suolo, fisiologia vegetale, strategia gestionale, marketing e storytelling del vino, laboratori di degustazione e visite aziendali.
Confermata anche per la seconda edizione la sede del Castello del Trebbio, alle porte di Firenze, un ambiente suggestivo e che si presta alle attività didattiche in aula, al soggiorno, ai momenti di convivialità fra i corsisti.
ll Master Cambium   è formazione, ricerca e aggiornamento in Biodinamica applicata alla vigna e al vino e si rivolge a professionisti, aziende vitivinicole, tecnici, responsabili commerciali e di marketing, ristoratori, enotecari, studenti universitari e ricercatori. Primo e unico nel suo genere in Italia e in Europa, offre una formazione professionalizzante di alto livello, utilizzando un approccio basato sul confronto e la sintesi di diverse visioni, con l’obiettivo di trasferire competenze concrete.

11 Ottobre 2019

/ Slow Wine
/ Redazione

Cambium, alta formazione in viticoltura biodinamica seconda edizione. Firenze 2-7 Marzo 2020

Settimana intensiva di agricoltura biodinamica con moduli di viticoltura, enologia, scienza del suolo, fisiologia vegetale, strategia gestionale, marketing e storytelling del vino, laboratori di degustazione e visite aziendali. Percorso formativo di alta qualità rivolto a professionisti del mondo del vino, produttori, tecnici aziendali, studenti, ricercatori universitari e non, operatori nella vendita e marketing del vino. Il corso si propone di trasferire in modo approfondito gli strumenti dell’agricoltura biodinamica applicati alla vigna e al vino, al fine di creare competenze professionali complete.
Con l’obiettivo di affiancare la teoria di base ai migliori indirizzi di ricerca ed esperienza pratica, è stato costruito un piano didattici in moduli, riservando ampio spazio ad ognuno degli argomenti. Oltre ai temi prettamente agronomici ed enologici, per una completezza formativa che comprenda anche la gestione, sono previsti anche moduli di marketing e storytelling del vino. Costituiscono una parte integrante del corso le visite aziendali e delle masterclass con degustazioni tecniche. La scelta di una modalità intensiva e continuativa si fonda sulla convinzione che nella settimana di frequenza l’interscambio tra docenti e partecipanti avverrà anche “fuori aula”, nei pranzi e nelle cene e sarà parte integrante dell’apprendimento.

15 Marzo 2019

/ Slow Wine
/ Fabio Pracchia

Di assaggi e altre oggettività (gustare il vino oggi, parte terza)

Alla fine del seminario tenuto per Cambium, il corso di alta formazione sulla viticoltura biodinamica presso il Castello del Trebbio la scorsa settimana, ho compreso, quasi come un’epifania, come la degustazione di vino rappresenti lo snodo centrale nella comprensione dell’enologia attuale. Devo ringraziare ancora Adriano Zago e tutto il suo staff che hanno organizzato un percorso didattico così articolato e approfondito con una partecipazione di persone qualificate e attente. Parto dalla fine delle mie due ore di lezione e su una discussione appena avviata e subito sopita, per esigenze di programma, su un paio di vini che non avevano convinto parte della platea. In particolare ciò che ha destato le maggiori perplessità negli ascoltatori è stata la parte pratica della degustazione. L’impianto teorico, preparato nelle settimane precedenti sembrava aver avuto una buona “presa” sul pubblico che, appena messo davanti al bicchiere, ha invece mosso, come è giusto che sia, le proprie perplessità. La lezione voleva portare attraverso un percorso prima teorico e poi pratico a una percezione soggettiva, o almeno all’inizio di un approccio in tale senso, della degustazione volendo sottolineare, in modo contrapposto, come la degustazione di vino odierna, di impianto scientifico, sia insufficiente a dare conto di una parte sempre più folta delle interpretazioni viticole contemporanee.

7 Marzo 2019

/ Slow Wine
/ Fabio Pracchia

Fresca l’insalata (gustare il vino oggi)

Oggi pomeriggio terrò una degustazione per Cambium 2019, settimana intensiva di un Corso di alta formazione dedicato alla biodinamica organizzata dal bravo Adriano Zago, del quale ho parlato a più riprese (link). Nella degustazione ho inserito acqua, verdure, vino sfuso e una serie di vini ottenuti da viticoltura biodinamica provenienti da zone non troppo conosciute a parte la Valpolicella. I contenuti della degustazione ve le dirò la prossima settimana ma qui voglio parlare d’altro e potete considerare questo post un richiamo alla prima lezione della degustazione scritta qualche settimana fa (link). Un’ora fa sono stato nell’orto di Nico Bio, azienda biodinamica che produce verdure; anche di loro ho già detto (link). Federico ha colto l’insalata e insieme abbiamo degustato, paragonandole, la sua e quella comprata un quarto d’ora prima dal supermercato e imbustata nella mattinata come riportato dalla data della confezione. Non ci sono paragoni come ordine delle foglie, sviluppo della fotosintesi e, naturalmente, sapore dei due cesti. Le foto a questo post la dicono abbastanza lunga. Da una parte il caso dall’altra l’ordine e la tensione verticale. Da una parte il bulbo bianco e gigante a cui probabilmente l’azoto ha donato volume ma non sapore dall’altra il verde che si insinua nella costola bianca del vegetale. Mi è tornato in mente il capitolo “Cavoli a merenda” del libro che ho scritto due anni fa “I Sapori del Vino”.

19 Ottobre 2018

/ Slow Wine
/ Fabio Pracchia

Biodinamica per il vino: finalmente un corso di alta formazione sulla viticoltura biodinamica

Si terrà dal 4 al 10 Marzo 2019 a Firenze un percorso formativo sulla biodinamica senza precedenti in Italia. Un’intera settimana dedicata alla formazione sulla viticoltura biodinamica dedicata ai professionisti del settore enologico. Il corso si propone di trasferire in modo approfondito gli strumenti dell’agricoltura biodinamica applicati alla vigna e al vino, al fine di creare competenze professionali complete. Con l’obiettivo di affiancare la teoria di base ai migliori indirizzi di ricerca ed esperienza pratica, è stato costruito un piano didattico in moduli, riservando ampio spazio ad ognuno degli argomenti. Oltre ai temi prettamente agronomici ed enologici, per una completezza formativa che comprenda anche la gestione, sono previsti anche moduli di strategia, mercati e marketing. Costituiscono una parte integrante del corso le visite aziendali e le degustazioni tecniche. La scelta di una modalità intensiva e continuativa si fonda sulla convinzione che nella settimana di frequenza l’interscambio tra docenti e partecipanti avverrà anche “fuori aula”, nei pranzi e nelle cene con famosi produttori e sarà parte integrante dell’apprendimento.